Aviazione, fantascienza, fotografia, gatti, politica, storia, ufologia
(non necessariamente in quest'ordine)
Loretta Napoleoni, al centro fra Luciano Gallino e Marco Zatterin, parla della crisi economica nella Sala 500 durante la presentazione del suo libro La Morsa (sottotitolo: "Distratti da Al-Qaida, derubati da Wall Street. Come ne usciamo?"). Parte del suo intervento è in questo video sul sito della Fiera. Vale senz'altro la pena di ascoltarlo.
Ho rivisto Gianni Berengo Gardin, che avevo incontrato alla Fiera tre anni fa, e, anche per non far notare che questa volta avevo al collo una macchina digitale, gli ho chiesto chi avesse ripubblicato "Un Paese vent'anni dopo", il libro su Luzzara e i suoi abitanti realizzato da lui e Zavattini nel 1974 sulle orme del celebre "Un Paese" del 1954, con le immagini di Paul Strand. Saputo che l'editore era Motta, sono corso allo stand del Gruppo 24 Ore (dove non l'avevo notato la sera prima) e l'ho trovato. Non potevo non comprarlo, anche perché di recente avevo trovato la bella riedizione di "Un Paese" e, come il capostipite, quel libro è una pietra miliare della fotografia. L'unico rimpianto è avere perso l'occasione di farmelo autografare dall'autore!
Torino, Biblioteca Shahrazad, lunedì 18 maggio 2009, ore 18:35. Silvia Treves e la figlia Morgana leggono un passo dal mio racconto Dialogo all'uscita del Nodo durante la presentazione dell’antologia Fata Morgana 12.
La foto, giustamente, è un po' mossa!
Contrariamente alle mie tetre previsioni, l’evento ha avuto un pubblico più ampio degli autori presenti. C’erano quasi venti persone: ho visto presentazioni meno affollate fra gli stand della Fiera del Libro.
Ed ecco i Magnifici Sette autori presenti: Paolo Cavazza, Consolata Lanza, Massimo Soumaré, Silvia Treves, Massimo Citi, Cettina Calabrò, Davide Mana.
Addendum: ecco, sull'evento, il punto di vista di Massimo Citi.
La bellissima mostra fotografica della Associazione Fondo Giov-Anna Piras forse valeva da sola il prezzo del biglietto.
L'allestimento particolarmente accurato valorizzava le stampe originali (talvolta incredibilmente ben conservate) di Lartigue, Mulas, Berengo Gardin, Strand, e tanti altri.
C'è un fascino particolare nel guardare da vicino l'opera di un Grande e notare la definizione di una stampa a contatto da grande formato, la qualità di un ingrandimento che si immagina tratto da un fotogramma scattato con l'Hasselblad... e la grana vistosa di una stampa 30x40 da un fotogramma 35mm degli anni '60, dove l'occhio del fotografo di lungo corso riconosce la vecchia Ilford FP4 o l'ancora più vecchia Kodak Plus-X sviluppate con l'immancabile D-76.
In mostra anche una Lambretta dei primi anni '50, simile a quella che Tazio Secchiaroli (il paparazzo per antonomasia grazie a Fellini) e i suoi colleghi usavano per i loro reportage della vita romana, dalle manifestazioni di piazza dei neofascisti alle baruffe delle celebrità sorprese in via Veneto. La qualità di quei fotogrammi rubati con una Rolleiflex e un ingombrante flash elettronico è sorprendente ancora oggi.
Piero Fassino rilascia una dichiarazione sulla scomparsa di Susanna Agnelli.
Comincia il lungo fine settimana della Fiera Internazionale del Libro, giunta alla ventiduesima edizione. Per me si tratterà, come tutti gli anni, di un tour-de-force (anche fotografico) fra espositori e conferenze che questa volta comprenderà anche il pomeriggio di venerdì, cioè domani.
Il numero di eventi è soverchiante e la selezione, come sempre, avrà ampi margini di casualità. Oggi nel tardo pomeriggio, per esempio, sarò seriamente in dubbio se andare a sentire la presentazione di Genocidio. Una Passione Europea di George Bensoussan in Sala Blu, oppure la presentazione di FLOP. Breve e veridica storia del PD di Giuseppe Salvaggiulo al Caffé Letterario... mentre credo che lascerò perdere l'incontro con Claudio Baglioni in Sala Gialla.
A margine della Fiera, lunedì prossimo avrò un impegno più personale: partecipare alla presentazione (che avviene con qualche ritardo) di Fata Morgana 12, l'antologia di LN - Librinuovi della quale ho già parlato.
Per chi fosse interessato, questo link al blog di Massimo Citi fornisce luogo e ora dell'evento.
Devo far notare che la presentazione è inclusa a pag. 93 del programma della Fiera, ma il giorno è sbagliato: confermo che si tratta di lunedi 18 maggio.
Questo è un po' un colpo basso per un evento che già rischiava di finire, se non proprio deserto, piuttosto inosservato. Chi fosse interessato mi troverà presente e concentrato nel duplice ruolo di autore di uno dei racconti dell'antologia e di fotografo più o meno ufficiale.
Sarò il fotografo anche per un altro evento, mercoledi 20 maggio: la prima mostra personale di Davide De Agostini che si inaugura nella galleria della mia amica Grazia Martorano. De Agostini è un artista particolarmente eccentrico, e senza dubbio la sua produzione non può piacere a tutti. La sua tecnica è però assolutamente notevole, e in questa mostra non saranno esposte le opere più oltraggiose.
Spero quindi di vedere in queste due serate qualcuno degli amici del blog e di Facebook, e per il momento auguro a tutti buon fine settimana.
E' un bel quadretto quello che emerge dal DDL sulla Sicurezza in via di approvazione a tappe forzate da parte di quello che una volta era un Parlamento, se non brillante, abbastanza dignitoso.
Entrare illegalmente in Italia sarà un reato, ma punibile con un'ammenda (nelle patrie galere non c'è posto). Gli immigrati potranno restare a marcire negli appositi centri per sei mesi (tanto per non fomentare ulteriori tensioni). Non riusciranno più a mandare o ricevere soldi, dato che gli agenti postali dovranno denunciarli (quindi si dedicheranno da subito al borseggio o alla piccola rapina di strada). E non troveranno alloggio, perché il proprietario del medesimo rischierà tre anni di carcere.
In sostanza, l'immigrato clandestino sarà una non-persona priva di qualsiasi diritto, tranne quello di scegliere fra essere arrestato dalla polizia o dalle ronde leghiste (vedi oltre).
Chi sarà in regola e si sposerà diventerà cittadino italiano solo dopo due o tre anni (di buona condotta, immagino).
I cittadini potranno finalmente organizzare le ronde (in modo da fare un po' di moto serale picchiando i clandestini). Preferiti gli ex appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze Armate e agli altri corpi dello Stato (inclusi i Servizi Segreti, immagino).
E poi tante altre perle: ritornerà il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, si schederanno i barboni, si punirà con una multa di 1000 euro chi vende vernici non biodegrabili ai minori di 18 anni e con una di 500 chi sporca le strade... Diventeremo svizzeri di colpo, per decreto.
In questa tragica deriva verso un fascismo vuoto e isterico, punteggiato solo dalle esternazioni televisive del Capo, anche le persone più posate e non più giovani cominciano seriamente a considerare la possibilità di abbandonare un paese che appare prossimo allo sbando finale.
Non sono un fan di Michele Santoro, non guardo spesso Anno Zero, e ho molte riserve sul suo modo di fare giornalismo in televisione. Si può senz'altro dubitare che sia giornalismo, fermo restando che nemmeno quello di Bruno Vespa lo è - e senza dubbio Vespa è molto più noioso, e a tratti terribilmente penoso.
Però bisogna dare atto a Santoro che pochi sanno usare il mezzo televisivo come lui. Ieri sera tutti lo attendevano al varco. E invece se l'è cavata piuttosto bene, fin dall'apertura. I ripetuti battibecchi fra Emma Bonino e Niccolò Ghedini diventeranno pezzi da antologia, e la scelta - umana e visiva - di associare le parole di Veronica Lario al bel volto, segnato dagli anni, di Monica Guerritore andava ben al di là di quello che in genere si vede nella deprimente TV di questi tempi. A voler essere maliziosi, si potrebbe anzi sostenere che le suggestioni subliminali - il terreno su cui Santoro meglio si muove - in questo caso si sovrappongono in strati multipli: venticinque anni fa Monica divenne un'icona dell'erotismo interpretando, in Fotografando Patrizia, il ruolo di una giovane donna che scivola progressivamente in un rapporto incestuoso con il fratello ancora minorenne...
Che cosa ha fatto Santoro, a modo suo e con tutte le riserve di cui sopra? Ha semplicemente reso pubbliche le dichiarazioni di Veronica, comprese quelle parti su cui i giornali avevano sfumato, e ha cercato di chiarire che tipo di rapporti ci siano fra Noemi, suo padre, sua madre e il capo del governo.
Che non sono fatti privati. Non lo sono più, perché Berlusconi, rendendosi conto del disastro incombente, aveva sentito la necessità di andare dal fedele Vespa a spiegare la situazione, raccontando una serie di balle talmente mal congegnate da mostrare, forse per la prima volta, un uomo colto con la guardia abbassata - per non parlare di parti importanti dell'abbigliamento.
L'espressione di Ghedini - un uomo che diventerebbe presentabile solo dopo un trapianto facciale completo - le sue continue interruzioni, e la futilità dei suoi argomenti - "siete elitari" o "parrucconi", battute che rivolte a Emma Bonino non fanno nemmeno sorridere - dimostrano quanto sia ripida l'arrampicata sui vetri, questa volta.
Se Berlusconi cadrà per colpa di una minorenne sventata e ambiziosa e dei suoi genitori, sui quali è difficile esprimere un giudizio anche per via della spessa cortina fumogena che li circonda, si tratterà in un certo senso di poetica giustizia: l'ascesa di Berlusconi cominciò con un raggiro ai danni di un'altra minorenne, orfana e traumatizzata dalla tragedia che aveva distrutto la sua famiglia - la marchesina Annamaria Casati Stampa.
Sic transit. O, come ha scritto il giornale dei vescovi, alla fine arriva l'ora del conto.
Come ho già scritto una volta, penso che nessuno dirà mai di Berlusconi quello che Giolitti disse di Crispi: Era un rudere gigantesco.
Buon fine settimana a tutti.
P.S. In breve tempo se ne sono andati una sorella di SB e il suo ideologo, Gianni Baget Bozzo. Forse il Signore (che secondo Einstein è sottile, ma non è veramente cattivo) sta aggiustando il tiro?
No, non ho parole per commentare l'apparizione di Berlusconi a Bruno Vespa ieri sera. O forse è Bruno Vespa che è apparso a Berlusconi, accompagnato da un De Bortoli inginocchiato sui ceci e umiliato da un pubblico ringraziamento per come aveva dato la notizia?
Non è vero che frequento minorenni. Non è vero che volevo candidare delle veline. Mia moglie deve ammettere l'errore. Trasformerò il G8 a L'Aquila in una mostra del design italiano. Continuerò a raccontarvi le balle più incredibili e voi continuerete a credermi.
No, non ho parole, e quindi lascio la parola a Massimo Gramellini.
In tv Berlusconi si è dipinto per l’italiano medio che è. Un padre troppo impegnato sul lavoro, ma che non si è mai dimenticato delle feste di compleanno dei figli, anzi, le ha «sostenute finanziariamente». Un marito distratto, ma capace di romanticismi occasionali e altamente spettacolari, come quando si travestì da nobile berbero per consegnare un gioiello alla «signora». La quale ora non vuole più saperne di lui solo perché si è fidata dei giornali di sinistra, i quali lo hanno dipinto come un depravato seduttore di minorenni, quando invece le cose sono andate così: Silvio era al Salone del Mobile di Milano, ma è dovuto scappare in anticipo per l’imbarazzo che gli procuravano i cori «Grande grande grande» dei fan. Atterrato a Napoli un’ora prima del previsto, ha ingannato l’attesa andando a farsi scattare quattro foto alla festa di compleanno della figlia di un amico. Se adesso la moglie non gli chiede scusa per aver dubitato della sua probità, lui cosa può farci, se non continuare a volerle «un mare di bene»?
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Nome: Paolo
Sono un informatico, un analista-programmatore della vecchia guardia ante-Web e pre-Windows, che ha scoperto troppo tardi di essere più portato alla fotografia che alla scrittura di programmi applicativi.
Mi interesso di varie altre stupidaggini assortite: storia militare del XX secolo, aviazione, astronomia, ufologia, civiltà extraterrestri, storia controversa delle religioni - tutti argomenti strettamente correlati in più alto ordine delle cose, che però devo ancora trovare.
licenziamentodelpoet... in L'uomo che ha salvat...
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